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Lieti eventi allo Zoosafari di Fasano

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Siamo in Puglia, fa caldo ma la Natura non bada alle latitudini ed alle condizioni climatiche, quando gli esemplari sono in perfetta forma e gli ormoni sessuali si scatenano: infatti da pochi giorni a Fasano è nato un piccolo pinguino appartenente ad una specie protetta, originaria del Sud America e comunemente nota come “Sfenisco di Humboldt” (nome scientifico: Spheniscus humboldti). Il piccolo è nato da mamma Rossa (con anello rosso di riconoscimento) e da papà Nero (con anello nero) ed è ancora molto diverso dai genitori, essendo goffo, grigiastro e quasi obeso.

I genitori hanno covato l’uovo a turno (ma è la femmina che compie il grosso della fatica) per circa 40-42 giorni, poi finalmente la schiusa. Non abbiamo ancora dato un nome preciso al “personaggio” di cui sopra, non avendone ancora verificato il sesso, che in questa specie non è evidente somaticamente (non vi è in pratica alcun dimorfismo sessuale apparente); lo faremo quanto prima, quando spunteranno le prime penne e si potrà procedere così al sessaggio proprio a mezzo lettura del Dna di una penna. 

Il nostro gruppo di pinguini è costituito da 5 esemplari adulti oltre ad 1 giovane nato qui nel 2012; gli adulti 
sono tutti nati in cattività in altri parchi esteri e giunti qui a Fasano uno nel 1995 ed i restanti nel 2006. In questa specie i pulcini non sono proprio bellissimi ma entro poche settimane diventano eleganti e regali come tutti gli adulti di questa rara specie, superprotetta dalla cosiddetta Cites, cioè la Convenzione di Washington siglata da quasi tutti i Paesi del mondo per la salvaguardia delle specie in pericolo di estinzione.

Riprendiamo anche il seguito di una storia che nel 2012 fece rumore e che è sotto gli occhi di tutti i visitatori dello Zoosafari di Fasano, su di una palma antistante il grande piazzale esterno d’accesso: racconta di una nostra femmina di cicogna bianca che vive libera nel nostro Parco insieme a 23 sue consimili, tutte provenienti da un Centro di Recupero polacco che le ospitava perché raccolte nel loro ambiente naturale ferite o ammalate. 

Questo nutrito gruppo di esemplari, proprio perché non più recuperabile per il reinserimento in natura, fu 
affidato a noi e sin dal loro arrivo, avvenuto il 27 ottobre del 2008, rappresentano un imperdibile spettacolo di fascino ed eleganza. Filù, questo il suo nome familiarmente assegnatole dai rangers del Parco, l’anno scorsa è diventata famosa perché aveva costruito il suo enorme nido di stecchi proprio sulla chioma un po’ spoglia di questa palma alta circa 6 metri ed in esso aveva deposto le sue uova, tra gli sguardi increduli di tutti i visitatori. 

Quella palma pareva definitivamente morta a causa del famigerato “punteruolo rosso” ma poi aveva ripreso
a germogliare proprio quando la cicogna l’aveva scelta come base per il suo nido. Quella volta comunque le
uova non si schiusero mentre in questi gironi Filù ci ha riprovato e finalmente si vedono già le testoline dei suoi pulcini affamati. Anche altre coppie hanno nidificato qui nel 2013, alcune comunque non sono state in grado di allevare bene i pulcini per inesperienza ed alcuni di questi sono ora sotto le affettuose cure dei nostri rangers, che li stanno imbeccando artificialmente.

Con queste e tante altre nascite in ambito di specie ad alto rischio di estinzione, i parchi faunistici in 
generale assolvono appieno al loro ruolo istituzionale, imposto sia dalle normative internazionali che dall’etica professionale, che è quello di fungere da riserva biologica per le specie che vanno scomparendo dagli habitat naturali o da quello che ne resta.
Lo Zoosafari di Fasano contribuisce tantissimo a questa causa comune, anche grazie agli innumerevoli programmi sviluppati per la didattica, la ricerca e la conservazione delle specie rare.

Comunicato stampa Zoosafari Fasano

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