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Indiani d'America: la nuova mostra 2014 di Sardegna in miniatura

Inaugurazione il 1° aprile!

Redazione ItaliaParchi.it
lunedì 06 gennaio 2014
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Culture canti e tradizioni della grande nazione degli indiani d'America dallo sbarco di Colombo ai giorni nostri


A pochi anni dal cinquecentenario dalla morte di Amerigo Vespucci, il navigatore che dopo Colombo riscoprì il nuovo continente e che da lui prese il nome, il parco della Sardegna in miniatura propone la mostra “Indiani d'America”.

La mostra, realizzata con un allestimento scenografico suggestivo costituito dalle diverse tipologie abitative quali i le "Pit house", gli wickiup usate nel sud-ovest da popolazioni Apache, le Wigwams, degli indiani Algonquian nelle regioni boschive, le plank house della costa nord-ovest per poi ritrovarsi immersi in un vero accampamento di tepee indiani tipici delle grandi praterie, consentirà di ripercorrere la strada dei primi colonizzatori, e ricostruire la storia del popolo americano dalle sue radici.

Ci accompagnerà in questo viaggio la guida di civiltà amerindia del centro America, presente nell'accampamento che attraverso racconti, danze e le sonorità tipiche della sua gente riempirà di suggestione il percorso proposto.

Verranno evidenziati i temi della penetrazione nelle terre americane da parte delle spedizioni Spagnole e Portoghesi che interessò da prima le coste orientali del Centro e del Sud America,per poi trattare gli insediamenti nel nord America che vide protagonisti colonizzatori inglesi francesi e olandesi. Il Nord-America era abitato da circa un milione di nativi raggruppati in 400 tribù e in circa 300 famiglie linguistiche. Nelle fertili regioni orientali vivevano tribù di agricoltori sedentari, come gli Irochesi e i Cherookee, le calde terre del sud-ovest erano abitate da popoli di agricoltori, come i Navajo e gli Hopi ma il gruppo più numeroso di tribù era nelle grandi praterie.

Moltissimi nativi vennero ridotti in schiavitù e vennero utilizzate le ricchezze del loro territorio fertile e dal sottosuolo ricchissimo, favorendo di fatto, lo sviluppo economico in tutta l’Europa, che per la prima volta si trovano di fronte ad una straordinaria quantità di piante sconosciute come il mais, l’avocado, la zucca, il fagiolo rosso, il pomodoro, la vaniglia, la patata, il cacao il peperoncino e le noccioline l’ananas, il mango, la papaia e molti altri.

Particolare importanza rivestono le collezioni di oggetti, manufatti, monili, armi e oggetti legati alla cultura del grande spirito e alla meditazione sciamanica esposti all'interno delle grandi tende cerimoniali tipiche delle popolazioni Sioux, Cheyenne, Comanche ed altri di cui rivivremmo gli usi e i costumi attraverso la ricostruzione di un vero accampamento di teepe.

Questi indiani nomadi cacciavano negli sterminati spazi della prateria daini,antilopi, ma soprattutto, grazie all'uso del cavallo portato dagli spagnoli, bisonti dai quali ricavavano quasi tutto il necessario per vivere. Quando i bianchi penetrarono nella regione delle praterie, praticarono una caccia spietata a questi animali che diminuirono così rapidamente di numero da rischiare l'estinzione delle popolazioni indiane stesse che da essi traevano sostentamento.

Su un altro fronte, lo sterminio di queste popolazioni indiane fu portato a termine soprattutto dagli eserciti americani e inglesi che pur di espandersi all'interno del Nord America cacciarono ingiustamente i nativi americani dalle loro terre e proprietà compiendo veri e propri massacri senza risparmiare nessuno.

Oggi gli indiani non formano più una nazione, non sono più un popolo padrone della terra in cui vive, capace di esprimere una sua cultura e una sua civiltà. Una parte di essi si è integrata completamente nella civiltà bianca, mentre un'altra parte vive in alcune centinaia di riserve sparse nel territorio statunitense e in quello canadese.

Comunicato stampa Sardegna in miniatura



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